COME NASCE UNA CANZONE

Penso Troppo dei Simple Mood

Penso Troppo è il pezzo d’apertura del primo album dei Simple Mood – Radice; ottobre 2020 – del quale è uscito a marzo 2021 un suggestivo videoclip.
Il brano è caratterizzato da sfumature particolarmente enigmatiche e da un sound coinvolgente che ci trasporta in una dimensione a tratti surreale ed esistenziale che è nota tra gli effetti che la musica della band mariglianese riesce a suscitare.

Abbiamo chiesto a Raffaele Cerella e Gigi Merone una riflessione sulla genesi di questa canzone che tanto successo ha riscontrato soprattutto tra i giovani.

Raffaele ci racconta che dal punto di vista squisitamente musicale, 
Penso Troppo è nata come tutte le canzoni: accennando una melodia.
Un aspetto interessante e particolare della composizione si è rivelato il loop – che è il main them del brano – del perenne e distruttivo “pensare” provenuto dal battere dell’accordo iniziale.
Il giro armonico è stato composto in maniera volutamente ridondante poiché doveva evocare il titolo del brano e suscitare il frastuono che scaturisce l’azione. 

Raffaele spiega come l’atto del pensare sia un aspetto che l’ha particolarmente incuriosito in questi anni; curiosità pervenutagli anche dalle tante persone conosciute nel suo cammino che spesso hanno riscontrato quanto sia problematico pensare.
Pensare troppo, non vuol dire riflettere o meditare – sottolinea il giovane cantautore – ma paralizzarsi dinnanzi ad una miriade di calcoli e scenari che si proiettano nella mente; dettati principalmente da un profondo stato di ansia e paura. 

Il fardello dell’errore – che tanto attanagli la società della performance in cui viviamo – caratterizza il nostro pensiero quotidianamente e il pezzo vuole essere anche il pretesto per scrollarsi questa condizione gravosa e vincolante.
La soluzione offerta da questo brano sta nell’amore. 
Non possiamo smettere di pensare ma possiamo orientare il nostro pensiero verso l’altro che è chiamato in qualche modo a salvarci e renderci leggeri.

Raffaele conclude dicendoci quanto sia orgoglioso e fiero della canzone; in questa infatti si racchiude una profonda connessione tra testo, melodia e composizione. 
Un brano capace di immergere il suo autore tra i colori inquietanti e malinconici dell’anima.

Gigi invece ci dà il suo punto di vista, sempre molto critico e disincantanto, proprio perché ricercatore meticoloso della vera originalità artistica.

Un giorno l’avvocato del blues incontra Raffale in sala prove e gli viene fatta ascoltare la nuova creatura che da poco ha visto la luce.
Gigi nota subito come Penso Troppo sia ispirata a Sweet Dreams degli Eurythmics.
Il brano si presentava con un mood un po’ dark che in fase di produzione ha poi temprato il pezzo.
La canzone, ci racconta Gigi, era già completa e fu accolta con entusiasmo tantoché alla terza take di registrazione c’era già una completa intesa su sulla sua stesura definitiva che è quella che noi oggi possiamo ascoltare nell’album.
Gigi è particolarmente entusiasta di come la musica abbia sposato il testo ed il messaggi complessivo del brano, infatti il solo è un connubio tra la sofferenza frustrata dell’interprete e l’orecchiabilità della melodia, commistione che permette di veicolare un messaggi di dolore nel miglior modo possibile.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments