#2 Per Aspera ad…AstraZeneca

Vaccino AstraZeneca

“Attraverso le difficoltà per – giungere – alle stelle” è il motto latino che potrebbe servirci a riflettere e stemperare la cocente questione che attraversa l’Italia e l’Europa negli ultimi giorni.

Il filosofo e politico Massimo Cacciari, nella sua ultima pubblicazione “Il lavoro dello spirito” – Adelphi 2020 – sottolinea fin dalle prime battute quanto la scienza sia stata la guida insostituibile della storia del progresso umano negli ultimi duecento anni. Quanto però la “società” – concetto difficile da ridisegnare semanticamente oggi – sia devoluta culturalmente nello stesso arco temporale e non riponga molta fiducia nella scienza, il professore non lo dice, ne è un esempio l’arresto nelle ultime ore del lavoro prodotto dalla nota casa farmaceutica anglo-svedese.

Ricostruiamo allora la vicenda che ha portato alla sospensione del vaccino AstraZeneca.

La vicenda

Giovedì 11 marzo la Danimarca è la prima, tra i Paesi europei, a sospenderne l’utilizzo; seguita da Norvegia, Bulgaria, Irlanda e Olanda.
In verità, già un primo lotto era stato bloccato l’8 marzo in Austria per la morte di un’infermiera di 49 anni con la seguente motivazione: problemi legati alla coagulazione del sangue in un numero elevato di vaccinati. 
Non tarda l’allineamento delle quattro regine dell’Ue; così tra domenica 14 e lunedì 15 marzo:
Francia, Germania, Spagna e Italia sospendono l’uso del vaccino anglo-svedese.

In Italia

In Italia il divieto proviene dall’AIFA – l’agenzia italiana del farmaco – che motiva questa scelta definendola precauzionale quando, appena 24 ore prima, aveva definito ingiustificato l’allarme nei confronti del vaccino. 

Scelta apparentemente contradditoria se solo Nicola Magrini – direttore dell’agenzia – non avesse dichiarato , in un’intervista a Repubblica, che la decisione proveniva dall’alto: Palazzo Chigi. 
Magrini esegue gli ordini di Draghi e in Italia si scatena l’inferno mediatico e psicologico.
Come una bolgia infernale, un mercato ortofrutticolo, insorgono i cittadini a cui è stata somministrata la prima dose tra preoccupazioni ed invettive scientifiche.

Intanto, imbraccia nuovamente le armi l’ampia fronda dei no vax – rimasta a guardare in questi mesi – che scatena sui social profonde e prolisse riflessioni etiche e morali sul solco letterario del: ve lo avevamo detto, il vaccino fa male, ci saranno altri modi per curare il virus.

L’effetto mediatico

Quanto i social siano responsabili di questo blocco non è dimostrabile ma la necessità di riflettere su quanto influenzino l’opinione pubblica, i giornali e la televisione è pregnante. 
Eco ci aveva avvertiti nel 2015 quando profetizzava che le piattaforme“avrebbero dato diritto di parola a legioni di imbecilli, gli stessi che discutono ore ed ore fuori al bar”.

La politica europea  annovera una responsabilità sostanziale; non tanto sulle verifiche (legittime?) vaccinali ma su quale effetto drastico questo blocco abbia avuto sulle persone. In un’epoca storica nella quale un episodio non ha tempo di concludersi che è già diventato messaggio mediatico, post, tweet o e-mail; sospendere la somministrazione dell’unico veicolo di salvezza mondiale senza nemmeno saperlo comunicare è un grave errore.

Ogni mattina, dalla scorsa primavera, ci svegliamo per sapere quando questo inferno finirà e abbiamo iniziato a familiarizzare con il “concetto di libertà” solo da quando i vaccini sono entrati in commercio. 

Nel complesso mondo massmediatico  non si possono lasciare vuoti d’informazione, altrimenti saranno riempiti da qualcuno in maniera non necessariamente giusta, e quel vuoto potrebbe crescere e sovvertire l’ordine costituito. Per tanto la responsabilità resta politica e non mediatica. 
Chi governa deve arrivare ai molti e non arroccarsi nel proprio sapere.

Un po’ di numeri

Proviamo allora a fare il punto e trattandosi di scienza sarebbe opportuno dare qualche numero:
Oltre 17 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca sono state somministrate confermando a pieno gli esiti dei test clinici.
L’autorità di controllo superiore , L’OMS, ha chiarito che non ci sono motivi validi per interrompere la somministrazione del vaccino anglo-svedese.
L’EMA – l’agenzia europea per i medicinali – avviando le verifiche di controllo dopo il blocco ha confermato quanto il vaccino sia efficace. 
La stessa AIFA, come prima accennato, aveva escluso un nesso di casualità tra la vaccinazione e la trombosi.

In Europa i dati ci dicono che su quasi 5 milioni di vaccinati sono stati rilevati solo 30 casi di trombosi non riconducibili alla campagna vaccinale ma in linea con i dati dell’anno precedente.

AstraZeneca come gli altri pochi eletti che hanno superato la soglia della conferma, era stata sottoposta a numerosi test clinici con analisi condotte sulle circa 23.000 cavie che non avevano mostrato nessun tipo di effetto collaterale anche dopo la seconda somministrazione di dose. In Inghilterra dove lo sfortunato vaccino gioca in casa i dati ci dicono che su 11 milioni di vaccinati la MHRA (Autorità di controllo medicinali britannica) ha rilevato 3 decessi e 45 trombosi non riconducibili alla vaccinazione; basti pensare che nel caso del rilevamento del vaccino Pfizer-BioNTech le trombosi riscontrate sono 48.

Per concludere

Resta allora il dubbio amletico sul rapido e drastico troncamento effettuato al vaccino anglo-svedese che a quanto pare non ha ancora finito di superare le sue asperità e spera presto di ritornar a riveder le stelle.

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giovanni ricci
giovanni ricci
3 anni fa

ragionamento corretto